Studio Arzu Firuz
Turco-panamense di origini e residente in Francia, Arzu Firuz lavora sulla reinterpretazione di oggetti tradizionali in chiave contemporanea. Le sue collezioni di tappeti e accessori per la casa, progettate insieme al socio Paul Huber, sono distribuite internazionalmente. Per Yellowbasket.it Arzu Firuz ha progettato la collezione di tappeti e tovagliette per bambini in vinile riciclato "Mondolino".
INTERVISTA
Quando il decor è funzionale
A cura di Valentina Beato
Come declini il tuo lavoro nel mondo dell’infanzia?
Innanzitutto devo dire che è la prima volta che il nostro studio esplora l’universo dell’infanzia e abbiamo apprezzato molto quest’esperienza!
Il nostro lavoro è orientato sulla nozione di decoro. In un primo tempo ci siamo chiesti che tipo di immagini avremmo voluto avere nella nostra cameretta se fossimo tornati bambini: siamo rapidamente arrivati a parlare di paesaggio e di terreno di gioco. Poi abbiamo attinto ai nostri ricordi d’infanzia per ricostruire un universo in cui si confondono torrioni, casette nel bosco e vegetazione stilizzata, immagini legate alle favole di Hansel e Gretel o di Pollicino.
Nella versione rotonda del tappeto Mondolino abbiamo lasciato uno spazio centrale privo di intagli per permettere al bambino di giocare circondato da questo universo onirico.
Ornamento vs. funzionalità. È un eterno dilemma anche nel fashion design. Simmetrie fra il tuo modo di lavorare e il tuo modo di vestire?
Non penso che ci siano somiglianze fra il mio lavoro e il modo in cui mi vesto: mentre il mio lavoro può essere carico di ornamenti, io vesto in maniera semplice. Invece nel mio lavoro colleziono molto: immagini, tessuti antichi, fili colorati e anche gioielli! Sono particolarmente interessata ai gioielli realizzati a partire da tradizioni artigianali specifiche. Per esempio ho scoperto recentemente nel sud della Turchia delle collane realizzate a partire da fregi floreali recuperati da foulard tradizionali. Queste scoperte sono fonte di ispirazione per progetti futuri.
Traspare dal tuo lavoro una ricerca delle origini. Sembra che ci sia un continuo richiamo fra il tuo passato e il tuo presente. Che ruolo ha la tua infanzia in questo processo?
Durante i miei anni di infanzia e adolescenza trascorsi a Istanbul non ero curiosa del mio bagaglio culturale. È stato solo quando sono arrivata a Parigi per i miei studi che mi sono cominciata ad interessare al patrimonio mediorientale e all’artigianato della zona. Penso di essere stata influenzata da mia madre che durante la mia infanzia, e ancora oggi, colleziona tessuti vintage ed è appassionata di arte tradizionale turca.
I genitori di oggi prestano molta attenzione alla scelta dei giochi e delle attività che possono stimolare la creatività dei propri figli. Come creativa, il gioco entra a far parte del tuo lavoro?
In qualsiasi lavoro creativo esiste una parte di gioco e di piacere. Per me il gioco è legato alla nozione di scoperta e di sorpresa. Per esempio meravigliarsi per il lavoro di un artista finora sconosciuto o trovare il giusto equilibrio nell’accostamento dei colori o ancora riflettere sulle diverse forme che può assumere un oggetto fino a trovare la migliore.
Il gioco è un istinto primitivo. Tutti i mammiferi giocano per imparare. Tu giochi ancora?
Gioco ancora in rare occasioni a giochi di società con gli amici e in quelle occasioni riscopro l’energia positive di quando ero bambina.
I genitori che comprano da Yellowbasket sono spesso xenofili, aggiornati su tutto quello che succede all’estero e attenti ai prodotti non mainstream. Hai anche tu un atteggiamento simile?
Seguo l’attualità sul design e su altri ambiti creative consultando blog e stampa specializzata e visitando mostre. Mi piacerebbe anche visitare saloni all’estero come 100%design a Londra o ICFF a New York.
Tu ti sei trasferita a Parigi per studiare, io a Berlino… per studiare e per scappare dal mio Paese amato e odiato. È stato lo stesso per te? La relazione con il tuo Paese d’origine è cambiata da quando ti sei spostata all’estero?
Sono partita dal mio Paese probabilmente in un modo simile al tuo. È a Parigi che ho costruito la mia carriera e le mie relazioni ma una parte di me resta sempre a Istanbul. Oggi guardo a quella città e a quel Paese con uno sguardo distante ma so che continuerò a fare avanti e indietro fra Francia e Turchia.
Valentina Beato, Design per Bambini.it








